Lo stile ACR, lo stile del rispetto

Proporre Dio ai ragazzi non è sempre semplice.

Anche se il linguaggio dell'amore è universale ed quindi relativamente facile capirsi quando parliamo dell'infinita misericordia di Dio, diventa più complesso proporre e maturare un'identità cristiana ben delineata quando ci si confronta con concetti spesso lontani dal quotidiano "sentire" e non espressi con semplicità. Se dovessimo parlare ad esempio del significato dei sacramenti o del battesimo come non rimanere affascinati dalla definizione di S. Agostino: "sono segni esterni e visibili di una grazia interiore e spirituale". In essi agisce Cristo stesso, il loro ruolo nella vita del cristiano è centrale perché manifestano la totalità del Mistero di Cristo tanto che nessun’altra forma può eguagliarne la misura e l’intensità. Per non parlare del battesimo, l'innesto al Cristo, ciò che ci fa rinascere e che permette la remissione dei peccati e l'inizio della vita soprannaturale. Concetti spesso presentati in modo difficile e noioso, secondo uno stile decisamente "scolastico".

Eppure conoscere, vivere, testimoniare e proporre la novità cristiana è  un'avventura ardua e bellissima, perché permette il confronto con aspetti e domande centrali ed essenziali della vita. Per far conoscere la vita e la promessa di Gesù ad un giovane, ad un popolo, ad un ragazzo, occorre prima di tutto capire la cultura di cui essi sono portatori e all'interno di questa far fiorire tutto lo splendore della buona novella. L'esempio di S. Paolo in tal senso è illuminante, un'operazione che nulla toglie alla qualità e veridicità della promossa stessa. Di questo esempio sono ben consci gli educatori dell'Azione Cattolica Ragazzi ed è per questo che hanno ideato, come ogni anno, una modalità particolare per parlare di Dio e della vita sacramentale ai bambini della scuola elementare. Forse agli occhi e alle menti di alcuni potrebbe risultare quasi banale, ma gli educatori dei ragazzi, attenti e sensibili all'età dei giovani partecipanti al Campo - Grest svolto a Colle S. Mauro dal 25 giugno al 1 luglio, hanno scelto di raccontare l'incredibile avventura di un personaggio noto ai più, il Re leone, per far emergere elementi narrativi facilmente confrontabili con aspetti centrali della vita cristiana. Ecco quindi che si coglie quasi in modo intuitivo la regalità del battesimo nella figura del personaggio presentato, un futuro Re, come ancora più semplice diventa comprendere il grande dono e valore della riconciliazione  nelle vicende che portano il giovane leone ad avere il perdono del papà per avergli disobbedito. La parabola del figlio prodigo a questo punto si presta ad una maggiore comprensione anche per i più piccoli. Per non parlare del coraggio che il leone dovrà trovare per procedere verso la realizzazione del destino che lo attende, l'esercizio della sua regalità. La confermazione e lo Spirito di fortezza che il signore ci dona sono di nuovo alla portata dei bambini partecipanti il campo e potremmo andare avanti con tanti altri esempi.

Questo stile non banalizza ma valorizza l'essere umano per l'età e la condizione di vita che gli è propria, è lo stile del rispetto e della pazienza, rispetto e pazienza che lo stesso Gesù ha avuto e continua ad avere per l'intera umanità a partire dalla sua scelta di incarnarsi e sposare quindi in pieno la nostra condizione di esseri umani e dentro di essa parlarci della vita eterna, dell'amore verso Dio e i fratelli.

 

                                          Il Presidente Diocesano

                                                                                                                                                                                                                                                              Alessio Valloni