Responsabilità a "tutto tondo": "Rendere ragione della speranza che è in noi".


          Nei mesi che mancano alla fine del 2007 l'Azione Cattolica di Rieti sarà impegnata nelle assemblee parrocchiali dove, dopo una prima parte dedicata alla formazione, gli aderenti giovani e adulti verranno inviatati ad esercitare il proprio diritto di voto e in tal modo rinnovare democraticamente i consigli parrocchiali di A.C. validi per il prossimo triennio. Nel corso del prossimo anno invece i consigli diocesani, regionali e infine quello nazionale verranno rinnovati nelle rispettive assemblee e nella nostra Diocesi l'assemblea è fissata per il 17 febbraio prossimo, un evento centrale nella vita associativa. In questa circostanza, ancora più che in altre, il cuore e l'anima dell'Azione Cattolica s'incontreranno per darsi e scambiarsi vitalità e passione al fine di fecondare con nuove energie il triennio che si apre. Cuore e anima, stiamo parlando della responsabilità e della formazione. Se di quest'ultima ripetute volte siamo tornati su queste pagine, per l'altra, la responsabilità, desideriamo spendere qualche parola utilizzando dei riferimenti autorevoli, il Progetto formativo dell'A.C., profeticamente voluto e caparbiamente realizzato e approvato nell'ultima Assemblea nazionale straordinaria. Parlare di responsabilità è necessario quanto meno per ovviare a degli equivoci che limitano l'idea di responsabilità in A.C. solo in termini associativi o impegni di carattere ecclesiale.
           La responsabilità a cui si riferisce l'A.C. è quella a "tutto tondo", nel senso che solo uomini e donne davvero capaci di esprimere la chiamata alla santità nei più disparati contesti di vita, che accettano la sfida di coltivare e testimoniare la continuità tra fede e vita, sono uomini e donne responsabili. Il versante associativo della responsabilità diventa quindi solo una naturale e gioiosa conseguenza. Essere responsabili in A.C. significa quindi vivere l'impegno del servizio con letizia e umiltà, con la stessa passione e serietà che Gesù ci chiama a testimoniare in tutte le altre situazioni della vita, luogo della santità quotidiana. Lo stesso Progetto formativo a tal proposito è chiarissimo soprattutto quando invita tutti a riflettere sul carisma dell'A.C.: "Vivere un carisma significa assumere l'atteggiamento di chi risponde ad una chiamata, la gratitudine di chi accoglie un dono e la responsabilità di sapere che il dono non ci appartiene. Questa consapevolezza ci impegna a un cammino di vita cristiana che è frutto di un continuo ascolto dello Spirito che chiede di essere attenti alla vita del mondo e a quella della Chiesa di oggi. Una vita così non può non suscitare l'interrogativo di chi ci incontra e ciò comporta la responsabilità, per il discepolo, di essere pronto a rendere ragione della speranza per cui vive. La testimonianza consiste nel dire con fatti di vita: "io non mi vergogno del vangelo".
           Quale responsabilità l'A.C. ci chiama a vivere e scoprire? Essere nel mondo ma non del mondo, potremmo rispondere. "Essere responsabile della vita del creato e della storia umana, nel frammento di mondo e di tempo in cui viviamo. Il Concilio ci ha insegnato a stimare questa dimensione secolare della nostra vita, affermando che a noi laici è affidato di "rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze, in cui essa non può diventare sale della terra se non per mezzo nostro (LG 33), (…) Secolarità è stimare il mondo; è cercare di capirlo, di indagarlo, sottomettendolo con l'intelligenza prima che con le mani; è capire la dinamica delle cose ed entrare in relazione con esse nel rispetto intelligente. (…) Bisogna quindi saper riconoscere e saper vivere fruttuosamente, con fiducia, sia i tempi lunghi delle prospettive di promozione umana sia la realtà quotidiana dello sforzo incessante per la giustizia, per la pace, per la difesa dei più deboli.". Allora, nell'abbraccio e nella sintesi di queste dimensioni, esprimeremo la responsabilità che il Signore ci ha fa scoprire ogni giorno, dentro e fuori la Chiesa. Questo è il cuore dell'A.C. che in questi mesi batterà più forte in virtù del discernimento che l'Associazione è chiamata a vivere. Buona avventura A.C.

A cura di Alessio Valloni- Presidente diocesano di Azione Cattolica.