Questo è l'invito che il cammino
annuale di Azione Cattolica lancia ai suoi giovani e giovanissimi; un cammino che costituisce
la terza tappa del percorso compiuto dall'intera associazione in questo triennio: la SPERANZA,
la stessa che sperimentiamo nell'incontro con il Risorto, che viviamo nella Chiesa, che siamo
responsabilmente chiamati a testimoniare. È proprio la testimonianza il filo conduttore della vita
di ogni cristiano, testimonianza concreta e coerente, difficile ma vera. Il Cristianesimo infatti
non è solo un insieme di belle parole; è una persona, Cristo, che ci viene incontro e,
attraverso il Battesimo, ci immerge nel suo Amore.
La fede dunque non può ridursi a
un'esperienza da vivere in solitaria, ma deve diventare un meraviglioso mistero da condividere.
È una grandiosa avventura che ogni giorno si rinnova e diventa più bella perché ogni giorno
conosciamo sempre l'amore che vive in noi. A ciascuno viene chiesto in prima persona di andare,
senza limiti, senza paure, fino alla fine.
Gesù stesso ci invia: "…Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome
del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi
ho comandato." Lo scorso 13 ottobre, forti di questo invito, noi giovani di Azione Cattolica
ci siamo ritrovati nella cripta della Cattedrale di Santa Maria per iniziare insieme
il nuovo anno associativo. Abbiamo riflettuto sui versetti del Vangelo di Matteo
(che ci accompagnerà per tutto l'anno) appena citati, con l'aiuto del nostro assistente
di settore, don Franco Angelucci e del nostro Vescovo che anche questa volta non ci ha
fatto mancare il suo affetto. Abbiamo riflettuto in gruppo e certamente un'idea condivisa
che ci piace comunicare ad altri giovani riguarda il fatto che nonostante la vita sia una
sfida difficile, noi stiamo provando a viverla con Gesù, certi che Egli è vicino a tutti,
ci chiede di scendere in campo al suo fianco, di metterci in gioco con Lui e di testimoniarlo
nella nostra "Galilea": la scuola, l'università, la famiglia, il gruppo di amici,
il fidanzamento, il lavoro.
Stare dalla parte di Gesù, infatti, non limita la nostra
giovinezza, ma la arricchisce di un senso tutto nuovo perché l'orizzonte che il Signore
dischiude con il Suo amore scalda le anime più fredde e guida con certezza i più disorientati.
Siamo consapevoli che la partita è dura, ma siamo anche certi che giocando insieme si può
vincere perché il nostro allenatore è fortissimo! Sicuri della Sua COMPAGNIA
(Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo)
giriamo l'invito a tutti quei giovani che sono stanchi di stare a guardare:
Va', tocca a te! Attacca bottone!