Assemblea diocesana elettiva: confronto democratico e occasione formativa

 

 

Interrogarsi sull’identità e il ruolo del laicato è una delle questioni cardine della formazione in A.C. e l’Associazione in tal senso ha permesso di scrivere pagine esemplari nella storia della nostra nazione tramite l’esempio e la dedizione di uomini e donne cresciuti nelle sue file che hanno dimostrato fedeltà alle consegne battesimali incarnate nell’indole propria del laicato. Il continuo aggiornamento e la funzione trainante che l’Associazione ha svolto e continua a svolgere in questa direzione, permette di vivacizzare e attualizzare le numerose e reiterate indicazioni che con il Concilio Vaticano II sono divenute chiare e poste alla base di un modo di essere nella Chiesa e nel mondo proprio del laicato, spingendo la riflessione verso l’approfondimento di “quella particolare forma di ministerialità laicale” (cfr AG n.15) tanto sostenuta e ribadita in molti pronunciamenti del magistero e della stessa CEI. La difficile e dolorosa scelta religiosa fu davvero profetica se oggi ci torniamo ancora a ribadire che occorre vivere il mondo sposando in pieno le sue dimensioni ma con la prospettiva della resurrezione e quindi animati da una profonda fede e dedizione alla costruzione del Regno.

Il Sinodo diocesano, il Convegno di Verona tornano a più riprese su quest’aspetto, forse mai come oggi i laici sono sollecitati dalla Chiesa maestra ad uscire dalle ristrette cerchie delle parrocchie per andare verso il mondo e agire come lievito. L’Azione Cattolica, sensibilissima antenna delle dinamiche ecclesiali, come sempre non sta alla finestra, raccoglie le indicazioni e inizia a camminare, affrontando a viso aperto la questione cogliendo i punti di riferimento essenziali che interiorizza e che le permettono di costruire la bussola in grado di orientare le scelte: la Dottrina sociale della Chiesa. Chiunque si tenga aggiornato sulle tematiche che la Chiesa italiana propone alla riflessione dei fedeli sa bene che il tema dominante alle settimane sociali dei cattolici italiani è stato quello del bene comune. Capito l’obiettivo, ecco la scelta: il tema del Bene comune è stato proposto dal centro nazionale come uno degli argomenti da poter sviluppare nelle Assemblee diocesane elettive. Nella nostra Diocesi, fornendo anche la disponibilità dei consiglieri e il materiale opportuno, le diverse assemblee parrocchiali hanno avuto la possibilità di iniziare un cammino di riflessione in vista dell’appuntamento elettivo diocesano dove l’argomento verrà riproposto in modo più organico e concreto. L’Assemblea diocesana quindi, oltre che essere il luogo dell’esercizio della democrazia e della responsabilità, sarà anche l’occasione per un confronto diverso, più ricco ma anche più difficile perché ci metterà a contatto con il mondo reale, quello concreto, quello che sta fuori dalla sagrestia e che tante e tante volte siamo stati chiamati a vivificare. Infatti, e questa è una novità per l’Associazione, anche se in qualche modo già profeticamente espressa nell’incontro organizzato con i candidati a sindaco della nostra città capoluogo, affronteremo il tema del bene comune nella sua concretezza più schietta. A partire dalla comprensione più generale del tema stessa, terremo ben presente la storia dell’Associazione, chiedendoci quante volte essa ha incrociato il bene comune nelle persone e nelle scelte. Non a caso quest’anno festeggiamo il 140° dalla nascita dell’A.C.

Ma questo non è abbastanza, in fondo se ci accontentassimo di una riflessione potremmo correre il rischio di perdere di vista il reale legame con la realtà secolare, addirittura potremmo compiacerci della belle parole ascoltate e poi tornarcene a casa soddisfatti di aver imparato qualcosa di importante. Forse potremmo correre il rischio di essere autoreferenziali. Ecco perché sono stati coinvolti alcuni personaggi, istituzionalmente impegnati, amministratoti della cosa pubblica, della polis, di diversa e opposta provenienza politica, assumendo, da parte nostra, un’equidistanza che non permette fraintendimenti. Giosuè Calabrese, Presidente del Consiglio provinciale, Gianni Turina, Presidente del Consiglio comunale. A loro chiederemo di farci comprendere quanto dista la teoria dalla pratica, quali difficoltà ma anche quali potenzialità, la realtà pubblica vive in vista del bene comune. La riflessione sarà guidata dalla relazione centrale di Cristiano Narvegna, Segretario nazionale del Movimento lavoratori di A.C. Il Vescovo diocesano, Mons. Lucarelli e Domenico Barbera, Delegato A.C. per il Lazio, cercheranno invece di rispondere rispettivamente alla domanda: il rapporto tra Chiesa e bene comune e l’A.C. attuale nel confronto con il bene comune. Occasione quindi nuova potremmo dire “sperimentale”, da non perdere, non solo per l’A.C. ma per il laicato.

 

 

                                                                                                                                                          Il Presidente diocesano

                                                                                                                                                                                                                 Alessio Valloni