Dalla tenda di Tarso al dono della vita col martirio subito a Roma. Passando per la via di Damasco, la casa di Antiochia, la piazza di Atene, la vivace città di Corinto, l’avventuroso viaggio sul Meditteraneo… Il tutto rivissuto con drammatizzazioni, giochi e attività varie “interattive” che aiutassero i ragazzi a porsi in sintonia con l’esperienza spirituale del protagonista di questo Anno Paolino. Superstrada con Paolo era il titolo del sussidio offerto dall’Acr nazionale per i campi estivi, e qui a Rieti l’équipe diocesana non si è attardata a utilizzarlo per le iniziative offerte ai propri aderenti: la settimana degli under 11, con la formula Grest – che ha visto i partecipanti radunati ogni giorno dal mattino fino al tardo pomeriggio (e l’ultima sera fino al falò in notturna assieme ai genitori) alla “Pastor Bonus”– e la full-immersion di spiritualità che ha condotto un attento e dinamico gruppetto di 12-14enni gli ultimi quattro giorni di agosto a Scai.
La figura di san Paolo, con il suo percorso di conversione che lo ha portato via via al «per me vivere è Cristo e morire è un guadagno», ha dunque ispirato le giornate dei più piccoli e dei più grandi in questa estate targata Acr. Un bel clima, assicurano i responsabili (in testa il sacerdote assistente) e gli educatori che hanno animato i due campi aiutando i fanciulli a calarsi nell’esperienza dell’Apostolo delle genti come occasione per riflettere sul proprio vissuto alla luce dell’amicizia con Gesù.
Quel Gesù che anche loro, come l’ex persecutore Saulo, non hanno incontrato di persona ma di cui si fa esperienza viva in una comunità. Se poi c’è un po’ di sprint acierrino, che tra un gioco a tema e una scatenata canzoncina aiuta a far emergere meglio contenuti e valori, tanto di guadagnatoThis is some sample text.