“Davide”, “Nazaret”, “Sul sentiero di Isaia” e “Nicodemo”: questi i nomi di ispirazione biblica che danno il titolo ai quattro progetti che impegneranno l’Ac per il triennio 2008-2011, dedicati rispettivamente ai giovani, alla famiglia, alla politica e alla Chiesa. Tale scelta scandisce gli orientamenti triennali licenziati dal consiglio diocesano di Azione Cattolica che, avendo come punto di riferimento a livello generale il documento dell’associazione nazionale e a livello locale il cammino pastorale indicato dal vescovo Lucarelli con la lettera «Ora vi precede in Galilea», propone queste piste comuni come elementi in qualche modo trasversali all’ordinario impegno dei vari gruppi, settori e articolazioni.
È attorno a queste quattro tematiche che si è svolto il lavoro di discussione della giornata tenutasi la prima domenica di ottobre a Cittaducale. Ospitati a Palazzo Dragonetti, i membri dell’Ac reatina hanno aperto la mattinata con la preghiera prima di accogliere la relazione introduttiva del presidente Marco Colantoni, che ha innanzitutto ringraziato la comunità civitese e il parroco don Ferdinando per l’ospitalità: lo svolgimento dell’incontro nella città angioina ( di cui egli è nativo), nell’anno in cui si festeggia i 700 anni della fondazione, nasce, ha detto dalla volontà dell’associazione diocesana di condividere spazi e momenti con le varie realtà ecclesiali e anche della speranza, condivisa da molti del posto, di veder rinascere anche a Cittaducale l’esperienza dell’Ac, che vi è stata fiorente in anni passati.
Una domenica insieme, dunque, per far ripartire l’anno associativo «in pieno spirito di fraternità» e con gioia, «un atteggiamento che sempre di più deve qualificare sia le relazioni tra di noi che il nostro servizio. Relazioni e servizio educativo improntati ad un clima cordiale, caldo, aperto e significativo, perché il mondo, sempre più incredulo, possa credere anche attraverso il nostro stile e la nostra amicizia».
Le linee guida per il triennio, con il titolo “Chiamati ad essere santi insieme”, indicano l’obiettivo primario della santità. Una chiamata, ha ricordato il presidente, che riguarda tutti, in una dimensione comunitaria che all’Ac si declina in alcuni impegni: far crescere e maturare la fede, suscitare percorsi di ricerca e riscoperta della fede, promuovere il bene comune. Obiettivi per il cui raggiungimento, ha sottolineato Marco, nel concreto sono necessarie «due pre-condizioni: la cura della formazione, in particolare quella dei formatori, e la cura del legame associativo».
I lavori di gruppo attorno alle tematiche dei quattro “progetti” degli orientamenti triennali hanno occupato il resto della mattinata, prima di recarsi nell’ex cattedrale per celebrare l’eucarestia domenicale assieme alla comunità parrocchiale. Nel pomeriggio, i lavori sono ripresi per settore: adulti, giovani e Acr si sono confrontati sull’itinerario annuale che li attende nel cammino parrocchiale e nei momenti a carattere interparrocchiale e diocesano che l’associazione porterà avanti nei prossimi mesi.