L’incontro a Villa Cabrini per l’anniversario dell’AC reatina
nel quadro del 140° nazionale
 
Una grande altalena in piazza Cesare Battisti, che dondola dal campanile di Santa Maria, arriva in piazza del Comune “acquisendo” la civicità e poi la riporta al campanile e così via, in un’interazione continua tra dimensione ecclesiale e sociale. Un’immagine un po’ curiosa, quella che ha voluto usare Marco Colantoni per indicare il ruolo che l’Ac assume nel suo stare con un piede nella Chiesa e l’altro nel mondo: in sintonia con quel “Tra piazze e campanili” che costituisce lo slogan con il quale l’Azione Cattolica di tutt’Italia sta facendo memoria dei suoi 100 e 40 anni di storia. E il presidente dell’Ac reatina ha voluto proporre questa metafora collocata nel contesto locale, nel giorno in cui diversi soci e simpatizzanti – almeno quelli non ancora partiti per le vacanze – si sono riuniti a Villa Cabrini per vivere, all’interno di questo anniversario nazionale, il giorno anniversario dell’avvio dell’Ac qui in diocesi: 83 anni (da quel 13 luglio in cui venne creato nell’allora parrocchia di S. Eusanio il primo circolo dell’associazione, intitolato alla martire sant’Agnese), un po’ meno dunque dei 140 dell’associazione nazionale, ma comunque significativi e di stimolo a percorrere vie rinnovate di apostolato e di impegno laicale sulla scia di una tradizione che non si vuole dimenticare. Un percorso che trova tante modelli di riferimento in tanti testimoni, uomini e donne di spiccate virtù laicali – i diversi santi, beati e venerabili della storia dell’Aci, ricordati nella preghiera di apertura della giornata presieduta dal vescovo Lucarelli – che hanno segnato una lunga storia: storia ripercorsa attraverso le schede illustrative che i partecipanti hanno potuto seguire lungo il sentiero della “Via crucis” del centro di spiritualità, dopo aver ascoltato l’intervento della delegata regionale dell’Ac laziale, Rita Visini, per continuare poi con la visione dell’interessante documentario appositamente preparato per il 140esimo, chiudendo la mattinata con la celebrazione eucaristica nella quale l’assistente unitario don Mariano ha esortato tutti a far trasparire nel quotidiano questo ideale di santità.
 
(da Frontiera)